Fabio Lalli intervista su GiveAway

Abbiamo intervistato Fabio Lalli sul nuovo progetto di IQUII: GiveAway – l’app per regalare e cercare cose usate intorno a te – da oggi disponibile per il download nell’App Store per iOS.

 

Quando e come è nata l’idea di GiveAway?

GiveAway è nato poco meno di un annetto fa.

Chiacchieravo con un amico di traslochi e casa. La discussione si focalizzò sul tema dello spazio, che non è mai sufficiente dentro una casa.

La frase che mi fece iniziare a pensare – e che forse tutti abbiamo detto almeno una volta – fu: “Sembra che le cose crescano di volume quando le sposti e ti accorgi anche di quante cose si accumulano che poi non usi più“.
In effetti il discorso era proprio quello: accumuliamo vestiti, ricordi, libri, tecnologie e oggetti dentro casa che spesso non utilizziamo più, lasciandoli in disuso per anni, in cantina o nell’armadio, fino all’obsolescenza tanto da doverli poi buttare, malgrado all’epoca fossero nuovi.

E allora la domanda nacque spontanea: come valorizzare di nuovo qualcosa invece di gettarlo, come non sprecarne il valore? Inizialmente pensai ai mercatini dell’usato, alla vendita o allo scambio ma poi oggettivamente, nella mia pigrizia – lo ammetto – mi feci due domande:

  • Ma ho voglia di andare a gestire trattative, vendite e dover andare periodicamente a vendere queste cose?
  • Che prezzo posso dare a degli oggetti che sono usati, che spesso non hanno valore chiaro, quanto piuttosto un valore affettivo?

In effetti no, non aveva senso venderli a mio avviso, e non avevo voglia di sbattermi troppo. Allora perché non regalarli?

In fondo regalare cose, regalare valore è quanto di più bello: si riceve un grazie, si riceve un sorriso e si dà nuova vita a qualcosa che qualcuno può usare più di te e forse anche meglio, apprezzandone il valore. In questa era del consumismo è facile trovarsi con oggetti o altri acquisti effettuati di impulso per poi ritrovarsi a pensare il perché dell’acquisto.

Così feci delle ricerche online e scoprii che c’è un mondo di gruppi Facebook in cui le persone regalano oggetti e cose usate e soprattutto ci sono persone che vanno a ritirare quegli oggetti. Bellissimo modello, frutto della sharing economy, della cultura del riuso. Insomma win-win: qualcuno regala e si disfa dell’oggetto sapendo di non averlo sprecato, chi riceve ha un valore gratuitamente e libera la persona da quell’ingombro senza sforzo aggiuntivo perché se interessata ha l’obbligo di andarlo direttamente a ritirare da chi regala.

L’unica cosa che non mi piaceva di questo sistema erano alcune limitazioni derivanti dai luoghi di conversazione e dai limiti specifici delle piattaforme utilizzate:

  • L’impossibilità di vedere oggetti in movimento e vicino a me a seconda del luogo dove mi sposto. Se sono a Milano perché non posso vedere se c’è qualcosa di mio interesse in prossimità?
  • L’impossibilità di vedere la reputazione delle persone che regalano, ma soprattutto che ritirano. Perché non posso vedere se la persona è affidabile?
  • L’impossibilità di poter tenere sott’occhio alcuni termini e di alcune tipologie di prodotti di mio interesse in modo attivo. Se sto cercando un divano, perché non poterlo sapere immediatamente e prima che venga regalato ad altri?

Insomma, l’idea c’era, l’esigenza pure, la validazione anche, perché non farne un progetto meglio studiato e più utile per le persone? È così in una nottata fatta con il team in azienda abbiamo dato vita al progetto che poi nei mesi successivi è diventato GiveAway.

Su quali principi si basa?

Giveaway si sostiene su due fondamenta: riuso e dono. Le persone guadagnano con un valore intangibile e tutti guadagnano. Chi regala, chi riceve, tutti noi perché sprechiamo di meno e riusciamo a rendere il mondo un po’ più sostenibile.

Perché un’app?

Oggi le persone sono sempre connesse, in mobilità soprattutto: lo smartphone è diventato lo strumento di informazione e ricerca principale delle persone. La mobilità permette di poter sfruttare la prossimità, la geo-localizzazione, la reattività delle notifiche push.
Una nuova esperienza che voglia migliorare la vita delle persone e voglia portare un beneficio deve esser anche – e non solo – mobile.

Noi attraverso il mobile con GiveAway vogliamo per esempio migliorare l’esperienza di contatto, la ricerca di prossimità ma soprattutto vogliamo dare alle persone uno strumento in grado di effettuare ricerche attive e anche passive.

Abbiamo sviluppato il radar, uno strumento che permette alle persone di poter predefinire delle ricerche e ricevere notifiche quando qualcuno pubblica quell’oggetto, in una certa zona, ad una certa distanza, per potersi attivare tempestivamente e non perdere l’occasione.

Perché le persone dovrebbero regalare le proprie cose invece che venderle?

Come dicevo sopra, penso che nell’era del consumismo in cui viviamo, sia utile ed eticamente corretto dare agli oggetti un valore in termini di utilizzo e tempo, ma soprattutto evitare spreco continuo. Le risorse a tendere saranno sempre più limitate e c’è sempre qualcuno che di un oggetto può farne un utilizzo migliore e più duraturo.

Per quanto riguarda il regalo sono convinto che il donare, seppur interessato perché in questo caso ci disfiamo di qualcosa senza pagare e senza doverci impegnare, sia un gesto che sempre più dobbiamo imparare a fare tutti. Si è persa negli anni l’abitudine a supportare il prossimo anche con un piccolo gesto.

Immaginate quanti oggetti vecchi tipo PC, tablet di prima generazione, vestiti, oggetti per la casa o per il bricolage, riviste e fumetti o mobili vengono mandati in disuso, quando magari qualcuno i potrebbe beneficiarne. Non è bello pensare di regalare e sapere che quell’oggetto è diventato utile a qualcuno invece di finire in un secchio?

Cos’è che rende GiveAway speciale? E se dovessi usare 3 parole per descriverla, quali sarebbero?

Giveaway è speciale nella sua semplicità, immediatezza, utilità. E siamo nella fase iniziale e sappiamo di poterlo migliorare ancora, anche grazie ai feedback che stiamo ricevendo dagli utenti.

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